Skydiving

Le motivazioni

Sognavo il momento del primo salto dall’età di 10 anni; ho sognato la divisa della Folgore , il basco amaranto , quel fregio simbolo di forza, onore, dedizione ed ardimento …

Da bambino giocavo nel giardino di casa mia e mi piaceva soffiare sui denti di leone …

pusteblume

Nel mio immaginario , vedevo decine di paracadutisti che staccavano e scendevano in balia del vento fino a terra ….  sarò strano , ma in quei momenti sognavo di fare esattamente lo stesso.

Ho fatto di tutto , crescendo , per entrare in Brigata ed effettivamente riuscii a varcare la soglia della Caserma Gamerra , la mitica S.Mi.Par. il 26/08/1991 insieme a tanti ragazzi del 6/91 , ed iniziai a fare parte della Sedicesima Compagnia GRIFO!

Il cammino verso il sogno

La determinazione nell’inseguire il sogno di lanciarmi nel vuoto con tecnica militare

mi ha condotto a rivolgermi alla sezione di Bologna dell’Associazione Nazionale

Paracadutisti d’Italia .

Ho trovato da subito un ambiente cordiale e cameratesco , cosa che mi ha convinto in

pochissimo tempo ad iscrivermi al I Corso 2016 che ha avuto inizio il 1 Febbraio 2016.

Eravamo 13 fratelli ed una sorella , nelle mani ed agli ordini di due istruttori ed i loro

coadiutori che ci hanno portato dalla condizione di ragazzi/uomini/donne completamente

impreparati a formare un gruppo compatto in cui nessuno viene lasciato indietro .

C’è voluto molto sudore, fatica, volontà sia da parte degli allievi che degli istruttori ,

non è stato assolutamente facile ma siamo stati preparati al meglio per affrontare in

sicurezza l’ardimentoso volo.

Questo risultato è stato raggiunto attraverso preparazione fisica, teorica e psicologica

che ci ha permesso di superare i test che , come da normativa ANPdI devono essere

completati prima dell’ammissione al lancio.

Personalmente ho completato i test con i seguenti punteggi:

Teorico : 39/40 (1 errore su 40 domande)

Ginnici:

3 Trazioni alla sbarra

10 piegamenti sulle braccia

10 addominali

1500 m in 7:15 (limite massimo 8 min).

Adesso sì che si intravede la porta …..

Il coronamento del sogno …. si vola

L’ardimentoso volo , il lancio … sognato da anni , ormai rischiava di diventare una fissazione , un’ossessione ….

Invece una determinazione che non sospettavo di avere , un piglio deciso ed incrollabile e la forza di un gruppo magnifico mi hanno sostenuto durante il corso e le prove da superare per essere ammesso ai lanci.

Si fissa la data , 23/04/2016 … 25 anni dopo il primo tentativo , si rinnova  l’appuntamento con l’aria .

Allora, visto che oggi non ho nulla da festeggiare cerco di riassemblare le sensazioni, le emozioni, ecc…
I Lancio:
Sensazioni strane durante il volo , pensieri, ma nulla che Leo , il nostro DL , non possa dipanare parlando , distraendoci..
Secondo alla porta , subito dopo l’istruttore, praticamente ho la preziosa opportunità di studiare l’uscita perfetta in diretta , sarà per la “leggera apprensione ” ma la vedo in slow motion ….
Tocca a me, stacco, mani a protezione dell’emergenza , credo di avere staccato bene , gambe in squadro, unite … infatti un leggero dondolamento , non un vero shock d’apertura mi annuncia l’apertura della calotta, ; la controllo , neanche un giro di avvitamento , bene ! ma no …non ho contato , me ne sono assolutamente dimenticato! Ora giù di bretella e diamo un’occhiata in giro , sento la voce di Lucio Fusco via radio , bello sentirti da quassù …ok , afferro i comandi mi metto la città a destra e in un attimo arriva il suolo , ma è un attimo che dura parecchio , non riesco a valutare la distanza , nel dubbio come ci hanno insegnato, non rifiutare il terreno, aggredire il terreno …appoggio l’avampiede e una posteriore destra mi viene da sola …perdo 1/4 di secondo a terra , non va bene … mi rialzo rapidamente ed aggiro la calotta , mi accorgo che sto urlando …ma vaiiiii !!!!! , felice come un bambino.. Faccio il brassage , non mi piace e lo rifaccio . Ora sì , posso tornare al punto di raccolta.
II Lancio:
Primo alla porta , apprensione meno leggera, sarà per la posizione esposta in volo , non so .. inoltre al secondo lancio hai già provato le sensazioni del primo , testa piena di pensieri .. per di più un casco rosso , mi sforzo di pensare che sia amaranto e so che il contenuto del casco è più importante del casco stesso…
Siamo in quota , tocca a me .. ALLA PORTA ! ruoto le gambe , c’è poco spazio con l’aereo pieno, con il paracadute tocco il terzo Luca Ciurca , cerco di stabilizzarmi con il vento che mi sposta le gambe … ho fretta , non voglio rallentare l’uscita dei colleghi di corso , aspetto il vai del DL che arriva insieme ad un’incoraggiante pacca che diventa spinta , ad ogni modo esco molto velocemente , stavolta conto ma sento lo strattone , non sono dritto come al precedente , anche adesso però nessun giro di avvitamento .. di nuovo Radio Fusco in onda , ok seguo le indicazioni , stavolta prendo confidenza con i comandi e mi faccio qualche giretto vedo il resto del decollo in aria, Giacomo Cevenini, Andrea De Tomasi , prima di assumere la posizione per l’impatto … il suolo arriva , non ci credo .. come ho fatto a non riconoscere quel canaletto ? ci finisco dentro , è asciutto fortunatamente, impatto a piedi e gambe unite (grazie Cinti per il foglio in palestra !!) espongo , appoggio il gluteo sul terreno del campo e con la capovolta tiro fuori le gambe dal canale, vai così … capovolta perfetta , ancora non ci credo .. caviglie ok , ginocchia pure .. tutto a posto . Che cominci pure il brassage…III Lancio:
Di nuovo primo , ma voglio dare la possibilità anche ad altri di essere i primi ad uscire e mi va di provare la termica che ha trovato il quarto del decollo prima , voglio stare in aria un bel pò… mi metto quarto alla porta , ma il vento cambia , sta arrivando un temporale , dobbiamo fare in fretta … si decolla nell’altro senso della pista , quindi scenderò come il primo , niente termica … decolliamo , sguardo e udito a Leonardo Consoli , mentalmente ripasso… stacco, conto, avverto, ecc … esce Andrea, Giacomo , Luca … tocca a me . Stavolta invece prima di guardare l’ala , guardo a destra , nuvoloni in arrivo a 2 km piove , stacco … conto e forse per via del vento vigoroso avverto un bello strattone e mi trovo 3 giri di avvitamento … afferro le bretelle, pollici in basso e tiro con tutta la forza che ho, mi avvito , mi apro ad X per contrastare ed evitare il controavvitamento … è strano, faccio il giro di bretella e conto due paracadutisti , dovè il terzo? Apprensione , c’è vento e c’è rischio di collisione se ci si avvicina troppo … poi c’è silenzio..dov’è RadioFusco? No Radio Fusco , no Party .. ma so comunue cosa fare , manovro per mettermi controvento ed individuo il terzo , lui sì che ha trovato una termica ed è più in alto di me a sinistra. Il vento cambia a bassa quota , arriva il terreno , via di capovolta ma mi riesce solo una mezza, poi mi trovo a faccia in giù trascinato dalla calotta che non si è sgonfiata , provo a mettermi in piedi , niente .. provo ad afflosciare trazionando la bretella più bassa , sembra funzionare ma non si sgonfia , riprovo , niente .. allora apro la capsula , ultimo tentativo di bretella senza risultato , pollice nell’anello , braccio in avanti .. apro il one-shot e stavolta sì , la calotta si affloscia esausta al terreno. Wow , questa è una minima parte delle sensazioni provate un riassunto venuto sicuramente male e non esaustivo … ma che rimarrà per sempre impresso nella mia mente ….

Ora posso dire che ho conosciuto il posto più bello della Terra …. il Cielo !

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